Il Nostro Burqa è La 42 Essay

678 WordsOct 21, 20113 Pages
IL NOSTRO BURQA E’ LA 42 Ho da poco avuto modo di leggere un libro illuminante: L’harem e l’occidente di Fatema Mernissi, che mi sembra dica qualcosa di fondamentale, di cui le donne si devono rendere conto, necessariamente. La Mernissi, sociologa e scrittrice marocchina, individua due forme di repressione e di controllo maschile sulla donna, una all’orientale e un’altra all’occidentale, due modi molto diversi tra loro, il cui fine è sostanzialmente identico. La donna è prigioniera dell’harem. Harem inteso come prigione e non come luogo di lussuria orgiastica e di profumi forti, come da manuale hollywoodiano. In arabo haram (il contrario di halal, “lecito, consentito”) significa per l’appunto “proibito, vietato, illecito”, termine dal significato esattamente opposto all’idea occidentale di un luogo paradisiaco in cui la passione sfrenata (maschile) ha sfogo e dove tutto è consentito (all’uomo). La prigione della donna orientale è lo spazio: reclusa dall’imposizione del velo e dall’apparizione sulla scena pubblica, essa è resa invisibile politicamente e socialmente. La prigione della donna occidentale invece è il tempo, dice la Mernissi: “Mentre l’uomo musulmano usa lo spazio per stabilire il dominio maschile escludendo le donne dalla pubblica arena, l’uomo occidentale manipola il tempo e la luce. Egli dichiara che la bellezza, per una donna, è dimostrare quattordici anni.” E se ne osi dimostrare di più sei inaccettabile. Così se non corrispondi ai canoni della donna eterea bambina sei condannata all’invisibilità. E ancora: “L’harem della donna occidentale è la taglia 42”. E la maniera occidentale di umiliare e sottomettere la donna è peggiore, perché é più sottile e impalpabile. È un pò come le due diverse forme di autoritarismi, quello democratico e quello dittatoriale, in cui l’oppressione differisce solo nelle modalità. Laggiù nel remoto indefinito

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